Scippo al sud ed il gioco delle tre carte.

Da qualche settimana è consultabile il documento programmatico elaborato dal Dipartimento per la Programmazione della Politica Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, recante come titolo: L’ITALIA E LA RISPOSTA AL COVID19.


Se venissero adottate solo una piccola parte delle proposte ivi contenute il Mezzogiorno del Paese subirebbe l’ennesimo scippo stavolta di dimensioni senza precedenti solo in minima parte giustificato dalla maggiore diffusione del Covid19 nelle aree del centro nord.

Sfruttando la possibilità di deroga data dall’UE riguardo le regole di funzionamento dei Fondi strutturali per renderli, attraverso ulteriori semplificazioni dei regolamenti e delle procedure, una fonte finanziaria da attivare in funzione anticrisi il documento prevede la riprogrammazione delle decine di miliardi non spesi notoriamente in gran parte destinati al mezzogiorno.

La riprogrammazione avrebbe effetti sulla politica di coesione nazionale realizzata attraverso il Fondo di sviluppo e coesione (FSC) per cui si ipotizza di assegnare alle Regioni del Centro-Nord una dotazione aggiuntiva di risorse FSC del ciclo 2014-2020 con buona pace del criterio di ripartizione territoriale per macroarea nella misura dell’80% per il Mezzogiorno e del 20% per il Centro Nord.

Come se non bastasse sono previste proposte in merito alla sospensione della regola di destinazione del 34% degli investimenti a valere sulle risorse ordinarie del Sud. Basti ricordare che il vincolo di spesa dello Stato in conto investimenti del 34% da destinare al Mezzogiorno (in rapporto alla popolazione) era stato introdotto di recente per mettere la parola fine alla vergognosa prassi per cui, grazie anche all’imbroglio del famigerato federalismo fiscale, gli investimenti nelle regioni del mezzogiorno non hanno storicamente mai superato la quota del 27% con un ammanco annuo quantificabile in circa 60 mld.

Scorrendo il documento non si riesce a scorgere alcun coordinamento dello stesso con il famigerato Piano per il Sud del Governo Conte presentato a Gioia Tauro il giorno di San Valentino quasi a simboleggiare un rinnovato impegno verso una terra che più di eterne promesse di imperituro amore avrebbe bisogno di una sostanziosa dote di misure e risorse straordinarie.

Peccato che il Piano faccia riferimento perlopiù a recuperi di capacità di spesa sul Fondo Sviluppo e Coesione (sempre lo stesso!) ed a salvataggi di spesa dei Fondi Strutturali Europei (sempre gli stessi!). E che anche stavolta il piano, come tutti i precedenti, si rivelerà un bluff per cause abbastanza note quanto invisibili agli occhi dei decisori pubblici e che riguardano la nota incapacità di produrre spesa reale.

Una incapacità in parte soggettiva per il basso livello della classe dirigente ma in larga parte oggettiva per manifesta difficoltà a districarsi nella palude burocratica-giudiziaria che caratterizza la macchina amministrativa del nostro paese ad ogni livello.
Campa cavallo.

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