Miramare RC: interdittiva antimafia per la SgS

La città sprofonda nuovamente in una situazione di pantano. La palude stagnante in cui la popolazione reggina è costretta da anni è una condizione di vera e propria violazione dello stato di diritto, della libertà dell’individuo e della sua facoltà di crescita, formazione e realizzazione. Si tenta nuovamente di bloccare l’arduo processo di rinascita e risalita di una comunità in ginocchio.

La Sgs, Societá Gestione Servizi, di Roma che si era aggiudicata la gestione per i prossimi 15 anni dell’hotel Miramare é stata interdetta dalla Prefettura di Roma. 

Contestualmente il comune di Reggio Calabria ha ritirato l’affidamento della struttura.

La notizia non ci lascia perplessi affatto anche perché l’azione risponde pienamente alla strategia di impoverimento del territorio messo in atto già da tempo sia dal governo centrale che dal governo territoriale. Le ragioni dell’interdittiva antimafia ancora non sono note, ma conoscendo le motivazioni di decine di altri provvedimenti similari vogliamo essere presuntuosi al punto di pensare che anche in questo caso si tratti dell’ennesimo contagio, sospetto o addirittura controindicazione mafiosa di uno o più personaggi inerenti alla società, dei loro parenti diretti o acquisiti e persino dei vicini di casa. 

La città sprofonda nuovamente in una situazione di pantano. La palude stagnante in cui la popolazione reggina è costretta da anni è una condizione di vera e propria violazione dello stato di diritto, della libertà dell’individuo e della sua facoltà di crescita, formazione e realizzazione. Si tenta nuovamente di bloccare l’arduo processo di rinascita e risalita di una comunità in ginocchio. 

La struttura ultimata nel 1928, ha subito un profondo restauro per via dei danni subiti durante la seconda guerra mondiale. Nel 1985 grazie ad un lascito è passata ufficialmente al Comune, e con la società GaM, Grande albergo Miramare, ha raggiunto il suo massimo splendore. Dal 2007 parte invece una stagione di completa decadenza. La storia più recente ci parla di affidamenti temporanei e vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’amministrazione Falcomatà, con il sindaco e gran parte della sua prima giunta finiti sotto processo con l’accusa di abuso d’ufficio. Una vicenda che ha portato alla condanna, in primo grado di un anno dell’ex assessore Angela Marcianò, che ha optato per il rito abbreviato.

Condividi:

Share on facebook
Share on twitter
Share on pinterest
Share on linkedin

Social Media

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.

Post correlati

Calabresi vermi, disse il magistrato…

E mentre gratteri completava le lunghe liste dei maxi arresti, Lupacchini chiamava VERMI i calabresi. Oggi molti calabresi sono in quella pagina Facebook a fare esclusivamente da comparsa, da numero: “perché io sono io, e voi non siete un cazzo…