La Cina ha censurato e manipolato le informazioni online sul coronavirus

Secondo un rapporto elaborato da ProPublica e dal New York Times pubblicato sabato 19 dicembre, la Cina ha censurato e manipolato tutte le informazioni online relative al coronavirus. Il rapporto si basa su "migliaia di direttive governative segrete e altri documenti".

Secondo un rapporto elaborato da ProPublica e dal New York Times pubblicato sabato 19 dicembre, la Cina ha censurato e manipolato tutte le informazioni online relative al coronavirus. Il rapporto si basa su “migliaia di direttive governative segrete e altri documenti”.

“Non usare titoli incurabili, fatali o simili per evitare di causare panico nella società”. Queste le direttive dei censori di Internet imposte ai siti di notizie.

I commentatori online sono stati plagiati e utilizzati per eseguire gli obiettivi del governo, indica il rapporto.

Sempre nel documento si evince che a tutti i siti web di notizie è stato imposto di non pubblicare alcun tipo di notizia sulla morte di un medico, Li Wenliang, che aveva avvertito di una nuova epidemia virale e in seguito deceduto a causa del coronavirus. Le piattaforme dei vari social media sono state incaricate di eliminare gradualmente il nome del medico dalle pagine di tendenza che dedicavano particolare attenzione all’argomento.

Secondo quanto riferito, le istruzioni ai siti web di notizie e alle piattaforme di social media recitavano: “… non utilizzare notifiche push, non pubblicare commenti, non suscitare speculazioni. Controlla in sicurezza il fervore nelle discussioni online, non creare hashtag, rimuovi gradualmente dagli argomenti di tendenza , controlla rigorosamente le informazioni dannose.”

Ecco come i media corrotti con il supporto delle piattaforme social media stanno portando avanti una sorta di brain washing sociale che attraverso la limitazione del contraddittorio perpetua un’unica visione della realtà, che non è quella reale ma quella che vorrebbero farci credere sia vera.

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