In Italia di gratteri ne basta uno!

Quanto male abbia fatto gratteri negli anni è sotto gli occhi di tutti. Ma fino a poco tempo fa i signori “tutti”, ipocriti fino al midollo, si allineavano per convenienza alla famigerata propaganda antimafia: calabresi = ndranghetisti, sterminiamoli!

La mia critica aperta, pungente e soprattutto coraggiosa nei confronti di nicola gratteri è fondata su inequivocabili fatti. 

Il termine procur-attore non è il frutto di un intercalare comico per strappare una risata ai lettori, ma ritengo sia la definizione impeccabile di ciò che gratteri incarna: un mancato giullare nei panni di un procuratore della Repubblica. 

Sono anni che nella mia pagina Facebook condivido ogni tipo d’informazione ottenuta per via diretta o indiretta: ovviamente dopo averne verificato la veridicità. Fatti, sentenze, testimonianze, racconti privati. Un patrimonio immenso che raccolgo, custodisco, elaboro e spesso rimetto in circolo con la sola intenzione di far conoscere le storie che nessuno racconta, ma soprattutto per far capire alla gente che non esistono eroi. Specialmente nella magistratura italiana!

Quanto male abbia fatto gratteri negli anni è sotto gli occhi di tutti. Ma fino a poco tempo fa i signori “tutti”, ipocriti fino al midollo, si allineavano per convenienza alla famigerata propaganda antimafia: calabresi = ndranghetisti, sterminiamoli! 

La vita della mia gente, dei calabresi intendo, valeva meno di quella di un capretto nel periodo pasquale: sacrificato per imbandire le tavole degli ingordi. 

Oggi quella moltitudine di paraculi, e sono tantissimi, che hanno sempre pensato che noi calabresi siamo un accozzaglia di rozzi e ignoranti, si svegliano da questa ipnosi e iniziano a comprendere che, forse, nei confronti dei calabresi è stata messa in atto la più grande speculazione razziale che l’Italia abbia mai visto! 

No, non sto negando assolutamente l’esistenza della malavita che esiste, eccome: cerchiamola nei posti giusti!

Fino a quando a farsi la galera ingiustamente era un giovane padre incensurato andava bene…Oggi a essere toccati non sono più solamente i cittadini comuni, (quelli che se schiattano non importa a nessuno…) ma sono anche gli “eletti” (con tanto di laurea in giurisprudenza…) Allora per rodimento di culo si accendono i riflettori. Si scrivono gli articoli e gratteri ora diviene il cattivo, il corrotto, l’inadeguato.

Sono anni che lo ripeto: come mai nessuno ha mai pensato di chiedermi perché??? Forse perché sono laureata in lingue e letterature straniere e non in giurisprudenza??? Perché esiste un’innegabile resistenza, una riserva e persino una forma di discriminazione nei confronti di chi denuncia pubblicamente, a meno che, ripeto, non abbia una laurea in giurisprudenza…

Porto ad esempio la signora Tiziana Maiolo, oggi giornalista de Il Riformista, che ho seguito parecchio in passato. Perché non ha mai pensato di approfondire una delle tante storie che girano sui social media di gente che si dichiara vittima di gratteri??? Eppure la signora Maiolo, ultimamente produce numerosi articoli di critica sul procur-attore, e in molti di questi ripropone costantemente la vicenda del procuratore Lupacchini e la storia del trasferimento da Catanzaro. La storia di Lupacchini è forse più credibile di quella di Pina Murina, madre di 4 bambini arrestata per mafia e indicata come capo promotore e poi assolta, assolta, assolta???

Certamente repetita iuvant, ma non capisco se questa continua replica sia un tentativo di mantenere alta l’attenzione sul caso dell’ex procuratore generale di Catanzaro. Perché a tratti arriva al lettore come una sorta di forma promozionale di Lupacchini (e dell’avvocato Iai) chiaramente tra le righe contrapposto alla figura di gratteri, in questo caso il cattivo, e quindi Lupacchini il buono… Sinceramente questo modo di fare giornalismo mi disturba, oltremodo perché credo che non vadano alimentate le fazioni all’interno della giustizia già screditata a sufficienza.

Dico questo perché di gratteri in Italia ne basta uno. 

E se qualcuno in qualche modo sta cercando di fabbricarne un secondo allora vuol dire che ci meritiamo anche il primo! State legittimando quel format che squalifica la giustizia ogni giorno. nicola gratteri rappresenta tutto quello che un magistrato serio e rispettoso del suo ruolo non dovrebbe mai diventare. Chi sceglie di fare un mestiere cosi delicato come è quello del procuratore della repubblica dovrebbe astenersi dall’avere profili o pagine sui social media, di scrivere libri utilizzando informazioni ottenute durante il servizio, di partecipare a iniziative che non siano strettamente collaterali al suo servizio. Mattarella lo aveva detto chiaramente. Valeva per tutti.  

Intraprendere certi percorsi “national popolari” di affannosa ricerca di consenso di massa, significa porsi su quello stesso piano di pochezza che contestiamo duramente a gratteri, che partecipa al Festival del Peperoncino come fosse la velina di Striscia la notizia…

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