Il solista di Los Angeles

Beethoven accompagna dolcemente lo squallore, la povertà, il degrado della grande metropoli, ma sembra espandersi e abbracciare i cieli di ogni grande o piccola città del mondo.

Illustrazione di Marzia Palamara

Beethoven si trova nelle caotiche e assordanti strade di Los Angeles, grazie al violino di Nathaniel Ayers, un senzatetto afroamericano dal grande talento. Beethoven è un Dio e una via d’uscita per quest’uomo dalla grande sensibilità, talmente acuta e fragile da causargli disturbi mentali.

Steve Lopez sta cercando una storia. È un giornalista del Los Angeles Times; una mattina incontra Nathaniel, attirato dal suono del suo violino.
Nathaniel sta suonando ai piedi di una statua che ritrae Beethoven nella sua posa più conosciuta, con l’espressione assorta e corrucciata.
Il giornalista viene a sapere dal musicista che quest’ultimo ha studiato alla Juilliard come violoncellista. Indaga per sapere cosa sia successo nella vita di Nathaniel per arrivare a diventare un senzatetto, dalla pettinatura e vestiti eccentrici, con un carrello al seguito stracolmo di cianfrusaglie. 

È una storia vera raccontata nel libro di Lopez, da cui il regista Joe Wright ha tratto il film “Il Solista”, interpretato con grande cura da Robert Downey Jr nel ruolo del giornalista e da Jamie Foxx nel ruolo di Nathaniel, il quale oltre a saper già suonare il pianoforte, imparò a suonare il violoncello prima delle riprese del film. 

Il quartetto d’archi di Beethoven viene eseguito da Nathaniel in un sottopassaggio dove le macchine corrono frenetiche e i clacson strepitano ad ogni piè sospinto.
Steve è lì che ascolta quel violoncello che lui stesso ha portato al musicista caduto in disgrazia: era un regalo di un’anziana violoncellista impossibilitata a suonarlo per via dell’artrite, commossa dalla storia di Nathaniel che lesse attraverso le parole del giornalista. 

Nathaniel si commuove mentre suona. Steve chiude gli occhi. La telecamera si allontana dai due uomini e insegue due uccelli che volano via dalle strade ululanti, accompagnati dalla musica: Beethoven accompagna dolcemente lo squallore, la povertà, il degrado della grande metropoli, ma sembra espandersi e abbracciare i cieli di ogni grande o piccola città del mondo.

Questo film riesce a tradurre in immagini commoventi la Poesia del più grande compositore di tutti i tempi, raccontando di un’amicizia tenera e verace, tra un uomo che stava cercando una storia originale da raccontare e uno che cercava solamente un amico. 

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