Georgia: Trump chiede chiarezza non voti

Il Washington Post, giornale di estrazione strettamente liberale è la testata giornalistica di proprietà di Jeff Bezos proprietario di Amazon: l’uomo più ricco del mondo. E già questo sarebbe un interessante elemento di dibattito per comprendere se possano esistere dei conflitti d’interessi interni alla proprietà. Oggi Il Washington Post ha pubblicato una registrazione di 4 minuti e 40 secondi di una telefonata tra il presidente Trump e il segretario di stato dello stato della Georgia. 

La telefonata originale ha una durata di oltre 35 minuti, ma chiaramente per interessi politici ne vengono estrapolati solo 4 e sono quelli in cui il Presidente Trump parla di “trovare 11,780 voti”: la finalità sarebbe quella di poter ribaltare il risultato delle elezioni del 3 Novembre. 

La manipolazione di questa registrazione tenderebbe quasi a far credere agli americani, non pensanti, che i veri autori dei brogli o meglio i corrotti non siano i democratici ma pensate, proprio il presidente Trump. 

Ma riflettiamo su un paio di cose.

Se ascoltate la telefonata, o meglio la registrazione, sembrerebbe un montaggio audio. La voce del segretario di stato era presente, cioè parlava in diretta mentre il presidente Trump è chiaramente al telefono. Si presume che a registrare la telefonata sia stato deliberatamente il segretario di stato. E perché la registrava??? Quale era la necessita di avere una registrazione con il commander in chief se non quella di diffonderla ??? Chiaramente è lui stesso a passarla alla redazione del Washington Post. E il segretario di Stato lo fa a soli 2 giorni dalle importantissime elezioni del 5 gennaio in cui si deciderà a chi verranno assegnati i due seggi del senato che regoleranno il bilanciamento di potere all’interno dello stesso senato americano. 

Chi ha seguito le elezioni presidenziali sa bene che in queste dichiarazioni estrapolate del Presidente Trump non c’è nulla di diverso rispetto a quello che lui stesso ha dichiarato anche attraverso numerosi tweet in tutte queste settimane. Donald Trump ha la certezza di aver vinto quell’elezione, certamente ha molte più informazioni rispetto a quelle che possiamo avere noi, e le accuse di brogli le ha denunciate, esposte e ripetute fino alla nausea. Trump e uno che non si ferma ma che lotta fino alla fine.

Va detto però che Donald Trump è il più grande nemico di se stesso, perché il tenore di questa registrazione dimostra che non ha imparato nulla dall’esperienza passata. 

Donald Trump ha subito un processo per impeachment iniziato il 18 dicembre 2019. Le accuse mosse contro di lui erano abuso di potere e interferenza nelle elezioni presidenziali del 2020. Queste condotte illegali sarebbero emerse da un’altra telefonata, avvenuta il 25 luglio 2019 con il presidente dell’Ucraina Zelensky. Durante la conversazione telefonica Trump e Zelensky parlavano della vicenda di Hunter Biden: dei i famosi milioni di dollari pagati dalla società di energia Burisma. Trump accennava ad una possibile investigazione messa in campo dal governo ucraino, che non era nulla di sbagliato, se non nella forma con cui lo esprimeva…

Un testimone della telefonata chiaramente di parte, ha informato il congresso del tenore del linguaggio del presidente, e da qui si è innescata la macchina dell’impeachment guidata da Nancy Pelosi. Per chi non lo sapesse le telefonate presidenziali, la maggior parte delle volte, sono registrate e oltretutto vi sono una serie di personaggi autorizzati che ascoltano per far si che processo istituzionale sia chiaro, lineare e nel rispetto delle regole. Ma con un personaggio come Trump, che spesso va a ruota libero, tutto diventa un po’ più complicato. Il problema è che Trump non è un politico, non parla il linguaggio “politichese” di coloro che si sono consumati sul fondoschiena sulle poltrone di Washington! È un personaggio genuino e privo di filtri. La massima “meno parli meno sbagli” non funziona con Trump: e sebbene contenuto sia cristallino, la forma a volte può essere discutibile, quindi male interpretata al punto da compromettere anche una battaglia nobile come garantire alla giustizia un corrotto come Hunter Biden o ancor di proteggere l’integrità delle elezioni.

Chiaramente in un momento cosi delicato politicamente ogni scusa è buona per strumentalizzare e alimentare quella retorica secondo cui Trump è il dittatore, il corrotto, il bugiardo, il misogino, il razzista ecc… 

Immaginate che oggi negli Stati Uniti d’America la maggior parte delle televisioni di estrazione democratica hanno ripetuto tutte in maniera ossessiva il nastro della telefonata seguito da una sorta di mantra: diminish democracy! La diminuzione o quasi la mortificazione della democrazia, perpetuata ovviamente da Donald Trump che invece cerca di affermarla la democrazia, esponendo i brogli criminali delle elezioni 2020. Ma le stesse emittenti non dedicano nemmeno un accenno alla corruzione della famiglia Biden, alle ruberie di Hunter Biden e alle tre indagini federali in cui è coinvolto.

Si sfrutta la retorica del diminish democracy, e tutto questo ripetuto in maniera martellante al pubblico televisivo, e sopratutto in mancanza di contraddittorio, si trasforma in una sorta di plagio collettivo, di suggestione di massa che proietta e insinua nella mente di chi ascolta una realtà che fondamentalmente non esiste. 

Quello che va detto con forza è che ci sono 4 stati Pensilvania, Wisconsin, Michigan e Nevada i cui electoral vote non si possono considerare perché c’è stata una violazione della Costituzione federale. La Costituzione Americana parla chiaramente: solo i legislatori possono apportare modifiche alla legge elettorale. È cosi chiaro che anche nicola gratteri può leggerlo e capirlo, talmente è elementare. Sono stati commessi degli atti incostituzionali e quello che atterrisce è che John Robert, il giudice capo della Corte Suprema non ha voluto nemmeno entrare in merito per regolamentare la cosa: ha scelto di non prendere una posizione a difesa e protezione della stessa Costituzione Americana . 

I democratici hanno cambiato il modo di votare: hanno cancellato la firma obbligatoria, la presentazione del documento di riconoscimento, la data di scadenza o termine per la ricezione di una scheda elettorale inviata per posta… Senza questi controlli le operazioni di voto sono terreno fertile per brogli elettorali e un vero trionfo del caos! Questo era il sogno di Nancy Pelosi: trasformare l’America come la California! Cioè eliminare i controlli nel processo elettorale per far in modo che chiunque indisturbatamente possa votare, una o più volte. Cosi i liberali potranno vincere sempre: anche con il supporto dei voti dei cittadini illegali. Anche quelli con trascorsi criminali.

Siamo di fronte ad un attacco strategico contro la Costituzione e contro gli americani! Altrimenti Se i democratici sapevano di poter vincere onestamente contro Donald Trump perché avrebbero fatto quello che hanno fatto???

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