Caro Zuckeberg: RESTITUISCI FACEBOOK ALLA GENTE!

Facebook è un patrimonio della gente che lo popola: che è la sua forza. Restituite Facebook alla gente! La censura totalitaria non può avere spazio su piattaforme che si sono affermate facendo leva sulla condivisione libera dei contenuti. Dove sono finiti questi valori???

Scrivo in merito alla disattivazione del mio profilo Facebook ROSY CANALE attivo dal 2008, all’interno del quale sono stati registrati 12 lunghi anni di vita: foto, messaggi, ricordi di amici scomparsi prematuramente. 

Tutto in linea con quello che prevede la vostra/nostra piattaforma Facebook.

Sono stata disattivata senza ricevere nessun tipo di notifica o di richiamo circa eventuali violazioni del vostro standard: e questo anche dopo la disattivazione. In 12 anni, come è facile riscontrare dai records, non sono mai stata bloccata. 

Sebbene non ho mai rinunciato alla libera espressione dei miei pensieri, ho sempre mantenuto una condotta lineare, spontanea, educata, sensibile e soprattutto rispettosa nei confronti di tutte quelle comunità che in questa società vengono considerate delle “minoranze”. 

E allora cosa avrò fatto di cosi terribile da meritare una cancellazione/esecuzione netta come questa???

All’interno del mio profilo vi erano anche delle pagine Facebook, legate alle mie attività commerciali negli Stati Uniti, businesses che sono stati fortemente penalizzati pur non avendo nessun legame con i contenuti della mia bacheca personale. A queste stesse pagine non è stata offerta nemmeno la possibilità di un appello o di un’eventuale scissione rispetto al profilo bloccato. Tra queste pagine, una in particolare, è il frutto di oltre 4 anni di lavoro. ADESSO PARLO IO, spazio libero in cui ho sempre condiviso contenuti critici e d’opinione nei confronti dei numerosi abusi della mala giustizia, delle aberranti interdittive antimafia fondate sul sospetto e sugli arresti facili in Calabria. Questa comunità contava quasi 40,000 anime: comunità che oggi in via del tutto anti democratica è stata azzerata. SILENZIATA, o forse addirittura punita.

Non posso e non voglio credere che la sostituzione della mia foto del profilo Facebook con quella del Presidente degli Stati Uniti d’America possa essere considerata una tale violazione da meritare una punizione cosi importante e dolorosa. Una punizione che rimarca una totale mancanza  di considerazione non solo della parte emotiva ed affettiva legata al mio profilo, ma soprattutto dell’investimento in termini di tempo e di risorse, e dell’instancabile lavoro di ricerca e di costruzione dietro il successo della mia pagina. Questo lo trovo brutale ed aberrante. 

Credo con forza, che la decisione di disattivare il mio profilo, senza offrire nemmeno un appello, o un periodo di temporanea sospensione, sia una scelta ingiusta e paventa una deriva autoritaria che atterrisce e soprattutto che provoca sgomento e sfiducia da parte della gente nei confronti di Facebook, che oggi non viene più percepito come luogo libero e sicuro. 

Facebook è un patrimonio della gente che lo popola: che è la sua forza. Restituite Facebook alla gente! La censura totalitaria non può avere spazio su piattaforme che si sono affermate facendo leva sulla condivisione libera dei contenuti. Dove sono finiti questi valori???

Se gli utenti Facebook perderanno la loro autonomia Facebook perderà i suoi utenti, a piccoli passi: perché la gente non accetterà la censura! Chiedo la riattivazione tempestiva del mio profilo e della mia pagina che mi appartiene e che appartiene alla gente che ogni giorno sceglie di seguirla.

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